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Secondaria di primo grado

FONDAMENTI SCIENTIFICI E VALENZE EDUCATIVE DEL PROGETTO

DELFINI ENPA

PREMESSA

Come evidenziato dalla Dichiarazione di Siviglia sulla Violenza (datata 1986, elaborata da un gruppo internazionale e patrocinata dall’ UNESCO), LA VIOLENZA NELL’UOMO È FRUTTO DI CAUSE SOCIO-CULTURALI INVECE CHE BIOLOGICHE. Sondaggi e statistiche, supportate da approfonditi studi di ricercatori e psicoterapeuti, sottolineano come negli USA sia stato rilevato lo strettissimo legame tra violenza sull’animale e violenza sui propri simili più deboli (emarginati sociali, donne e bambini). Nasce così, da parte di molti studiosi, l’indirizzo ad un’educazione volta al rispetto e alla conoscenza del mondo naturale ed animale.

Tale risultato scientifico rinforza la nostra convinzione in ordine all’alto valore educativo di una sensibilizzazione ai diritti degli animali.


OSSERVAZIONI

L’educazione alla corretta interazione con l’animale, oltre ad essere esercizio di educazione civica, possiede anche una valenza autoeducativa.

La disponibilità incondizionata dell’animale migliora l’affettività e l’integrazione sociale del bambino/ragazzo

Imparando a conoscere l’animale il bambino/ragazzo si apre al mondo esterno e alla diversità

Gli animali sono degli splendidi educatori. Molti ricercatori hanno verificato quanto la relazione del bambino/ragazzo con l’animale sia importante per il suo sviluppo. I vantaggi che trae dall'interazione con l’animale sono:

  • Sviluppo della capacità di identificarsi con l’altro

  • Focalizzazione dell’attenzione all’esterno, distrazione dai propri pensieri, diminuzione del proprio egocentrismo

  • Aumento del senso di responsabilità, di autonomia e autostima

  • Flessibilità data dall’adattabilità al referente animale

  • Sicurezza emotiva data dalla relazione basata sulla fiducia reciproca

  • Accettazione incondizionata da parte dell’animale e poi, di riflesso, anche di se stesso

  • Socializzazione: l’animale catalizza l’attenzione, gli scambi verbali in sua presenza, prima e dopo un’interazione programmata

  • Divertimento.

LA PET THERAPY

Jennifer Limond, dell’Università di Southampton ha verificato sperimentalmente che la presenza di un cane aiuta ad aumentare le capacità di concentrazione e le reazioni positive agli insegnamenti dei bimbi con difficoltà di apprendimento.

Una recente ricerca promossa a Bologna dall’Osservatorio Ricerca e Studio Età Evolutiva e Adolescenziale (dott. Fernando Ferrauti) ha evidenziato la positiva influenza dei cani sui giovanissimi come prevenzione di comportamenti delinquenziali e delle tossicodipendenze.

Il minore, subordinato al mondo degli adulti si scopre invece in una posizione di “forza” nei confronti dell’animale. Accudendo, proteggendo o anche solo contribuendo a tutelare un animale, il senso di responsabilità e la sua autostima si consolidano.

Negli anni settanta un veterinario francese, Ange Condoret inserì un cane in una classe con alcuni bambini che avevano gravi difficoltà nel linguaggio. La gioia di vedere il cane reagire alla loro chiamata fu uno stimolo tale da consentire loro di verbalizzare più chiaramente. Condoret verificò un miglioramento nell'accettazione degli altri e dell'ambiente circostante.

Antonio Machado Teixeira, del Dipartimento di Psicologia di Parede in Portogallo, negli anni ottanta inserisce cani e gatti a scuola. Lo studio di tremila casi lo ha portato ad affermare e constatare che l'animale portava stabilità affettiva ed emozionale, senso di responsabilità e migliore organizzazione comportamentale.

Com’è noto, la ricettività del bambino è molto più ampia di quella dell’adulto. Il ragazzino sensibilizzato a interrogarsi sullo stato dell’animale acquisisce un’abilità che ha conseguenze di varia natura: riconoscere la sofferenza di un essere così diverso da sé attiva un bagaglio di capacità relazionali nei confronti di tutti gli individui “deboli” (o meglio che si trovano in posizione di svantaggio sociale per svariati motivi: immigrati, donne, bambini, indigenti).

EDUCARE AL RISPETTO DELL’ALTRO

L’antropologo Claude Lévi-Strauss ha affermato: « Gli etnologi sono sempre più convinti che il problema posto dalla lotta contro i pregiudizi razziali riflette su scala umana un problema molto più vasto, che necessita ancora di un'urgente soluzione. Mi riferisco al rapporto tra l'uomo e le altre specie viventi. È inutile cercare di risolvere l'uno senza metter mano all'altro, perché il rispetto per la propria specie, che si vorrebbe l'uomo dimostrasse, costituisce solo un particolare aspetto del rispetto generale per tutte le forme di vita.»

Hubert Montagner (Università di Besançon), pioniere dell’etologia infantile, ha svolto programmi che prevedevano la presenza di uno o più animali in classe. La ricerca, promossa in collaborazione con Istituto Nazionale della Salute e della Ricerca Medica e il Ministero dell'Educazione Nazionale, ha dimostrato uno sviluppo dei comportamenti affettivi e una riduzione dell’aggressività nei bambini.

CONCLUSIONI

Se, come affermato da Publio Ovidio Nasone (poeta latino, 43 a. C. - 17 d. C.)

LA CRUDELTÀ VERSO GLI ANIMALI È TIROCINIO DI QUELLA VERSO GLI UOMINI”

possiamo e dobbiamo invertire il processo promuovendo il rispetto verso gli animali come tirocinio del rispetto verso gli altri uomini.

 

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